La manioca è tra le più importanti risorse alimentari dell’Africa. Le emissioni di carbonio potrebbero renderla progressivamente tossica. La manioca è infatti la principale fonte di sussistenza per milioni di persone tra le più povere del mondo. La sua capacità di resistere anche alle grandi siccità la rendono insostituibile in molti paesi. Anche le organizzazioni delle Nazioni Unite come la Fao la tengono in gran conto.
Una recente ricerca dimostra che l’aumento dei livelli di anidride carbonica nell’aria comporta un accumulo di cianuro nelle foglie. Poiché sia le foglie che le radici di questa pianta contengono glucosidi, che quando vengono masticate o schiacciate possono scindersi rilasciando acido cianidrico tossico. Le popolazioni indigene consumano le radici macinate per produrre farina, che può essere trattata per eliminare la sostanza pericolosa, ma spesso le foglie vengono consumate crude.
Ora una ricerca svolta da Ros Gleadow ha dimostrato che il raddoppio delle concentrazioni di anidride carbonica nell’aria provoca un aumento equivalente dei glucosidi nelle foglie della manioca. L’ingestione di cianuro provoca una malattia, il konzo, che conduce alla paralisi permanente degli arti inferiori e uno studio ha diffuso il dato che in Nigeria il 9 per cento della popolazione soffre di disturbi riconducibili all’avvelenamento da cianuro.

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